Si è tenuto online lo scorso 31 marzo un dibattito sul tema della Crisi Mediorientale e Analisi dei mercati tra gli esperti del Consorzio Energie Firenze, gli operatori di mercato e le imprese fiorentine.
Contesto
Alla luce delle crescenti preoccupazioni delle imprese derivanti dall’aggravarsi della situazione geopolitica il Consorzio Energie Firenze, promosso da Confindustria Toscana Centro e Costa, ha organizzato per martedì 31 marzo, un incontro online con le aziende per analizzare i principali driver di mercato e le possibili conseguenze sui prezzi dell’energia derivanti dalla crisi iraniana, con l’obiettivo di offrire un aggiornamento puntuale sul contesto attuale e sui possibili scenari evolutivi.
La riunione è stata aperta dal Presidente Dorin con una disamina del contesto attuale. Sono poi intervenuti per un focus sui possibili scenari dei mercati e la conseguente evoluzioni dei prezzi energetici gli esperti tecnici del Consorzio. Infine l’operatore di mercato Hera Comm ha approfondito la disamina del comparto power e di come sul lungo termine far fronte alla volatilità e incertezza del mercato.
Contenuti
Il Presidente del Il Consorzio Energie Firenze, Giovanni Dorin, ha fatto gli onori di casa introducendo i lavori. Ha illustrato il momento particolarmente delicato per i mercati energetici sintetizzando la situazione in cinque parole chiave, che sono:
- INCERTEZZA
- DINAMICITA’
- VOLATILITA’
- INSICUREZZA
- RESILIENZA
Questi concetti hanno stimolato nel corso dell’incontro le dovute analisi con un acceso dibattito tra i numerosi partecipanti.
Nel dettaglio si evince che di fatto la situazione attuale geopolitica globale è molto incerta e dinamica, causando una volatilità dei mercati e dei costi energetici, portando ad insicurezze nelle aziende che hanno o vorrebbero pianificare investimenti produttivi.
In seconda analisi, questa situazione causa innalzamento dei costi produttivi per tutte le aziende, dove le PMI toscane ( ca. 95% delle aziende toscane hanno meno di 50 dipendenti, dati 2023) potrebbero fare più fatica a sopportare tali tendenze e sicuramente adotteranno una politica di spending review importante (quindi riducendo o rallentando gli investimenti).
In altre parole, il rincaro dei costi delle materie prime in generale, ha causato:
- un aumento dell’inflazione energetica (da una previsione di dicembre 2025 di -1%, la vede oggi al +6,2%)
- che ha forzato il tasso di inflazione da +1,9% a dicembre 25 ad un +2,6%.
- ed ha ovviamente rallentato la crescita economica italiana ed europea, con quest’ultima in ribasso dello 0,3% rispetto alle previsioni di dicembre 2025 (1,2%).
In ultima considerazione, le dichiarazioni degli Stati Uniti, smentite dall’Iran, di trattati e accordi di pace in contrapposizione alle intenzioni di Israele e di aprire una azione di terra, aumentano i timori di un ulteriore escalation delle avversità con conseguenze palesemente critiche.
A questo si aggiungono gli ultimi eventi avvenuti in Qatar (distruzione di giacimenti di petrolio) che insieme alla persistente rarefazione dei passaggi dallo stretto di Hormuz, incrementano invece la volatilità dei prezzi delle materie prime e l’incertezza dei costi energetici.
A conclusione dell’analisi però vengono elencati anche dei punti di forza che potrebbero sostenere una resilienza generale in questo frangente, in Italia ed in Europa.
- Una possibile sostituzione del GNL qatarino (che pesa circa per il 16% sul totale del gas utilizzato in Italia) con un aumento equivalente di quello proveniente dall’Algeria, dall’Azerbaijan, e dagli USA (i tre principali fornitori italiani) .
- Una accelerazione della transizione energetica verso fonti rinnovabili: in paesi con una alta penetrazione di rinnovabili è dimostrato che i prezzi dell’energia tendono a scendere.
- Confindustria nel luglio 2022, (come anche altri professionisti del settore) ha rilasciato una dichiarazione sostenendo la positività di costruire un sistema di scambi basato su contratti di medio -lungo termine, contrariamente a chi sostiene la segmentazione dei mercati tra fossile e rinnovabile (ne parlerà meglio Hera Comm durante i prossimi interventi)
- La Primavera solitamente è il periodo in cui si forza il riempimento dei depositi di GNL dato che la tendenza dei prezzi è solitamente al ribasso (temperature ambiente maggiori, inizio della produzione del fotovoltaico in maniera più continuativa…) La Commissione Europea prevede un riempimento dei depositi al 90% per i singoli stati. Oggi la EU sta valutando di consentire agli stati di riempire fino al 70% i depositi con un notevole risparmio ed in attesa di tempi migliori nei prossimi mesi
- Il calo dei costi di emissione della CO2 (ETS) che al momento sono in calo grazie a spinte politiche e industriali che li hanno revisionati (ne parleranno meglio i nostri tecnici nei prossimi momenti)
Queste sono alcune delle misure che potrebbero aiutare gli stati e tra questi l’Italia, in una resilienza più strutturata che dia maggior fiducia alle imprese ed ai consumatori.
Ma richiedono un lavoro diplomatico e politico ben pianificato, una volontà centrale di rivedere le regole e regolamentazioni anche solo temporaneamente con deroghe ad hoc, un intervento unito delle aziende e industrie (tramite anche il Coordinamento dei Consorzi Energetici a cui il Consorzio CEF aderisce) al fine di affrontare un tavolo di concertazione con la parte pubblica su regolamentazioni e incentivi alla transizione energetica.
Questa la sintesi del discoro del Presidente Dorin.
In allegato le slide dei relatori.
La registrazione dell’evento è scaricabile al link https://youtu.be/11R6760EvgQ


