Benefici contributivi e normativi: ampliato il catalogo delle violazioni che fanno perdere gli incentivi

Il nuovo quadro normativo in materia di benefici contributivi e normativi richiede alle imprese una maggiore attenzione nella verifica della propria regolarità. Con il D.M. n. 78/2026, entrato in vigore il 23 luglio 2026, viene ampliato l’elenco delle violazioni che impediscono l’accesso alle agevolazioni contributive e normative.

Le principali novità

Il decreto attua le modifiche introdotte all’art. 1, comma 1175, della Legge n. 296/2006, stabilendo che il possesso del DURC regolare non è più sufficiente per beneficiare degli incentivi.

Le aziende devono infatti dimostrare anche l’assenza di specifiche violazioni in materia di lavoro, legislazione sociale e salute e sicurezza sul lavoro.

Tra le nuove fattispecie ostative figurano:

Intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro (caporalato) ex art. 603-bis c.p., con esclusione dai benefici per 24 mesi.

Violazioni relative alla patente a crediti nei cantieri, in particolare per chi opera senza patente o con meno di 15 crediti, con preclusione di 6 mesi.

Clausola residuale che estende l’esclusione a tutte le altre violazioni penali in materia di lavoro, legislazione sociale, condizioni di lavoro e sicurezza non espressamente indicate nell’elenco, con un periodo ostativo di 3 mesi.

Quando scatta la preclusione

La perdita dei benefici non deriva dalla semplice contestazione ispettiva, ma richiede un accertamento definitivo, come una sentenza passata in giudicato o un’ordinanza-ingiunzione definitiva.

Inoltre, il decreto esclude gli effetti ostativi nei casi in cui il procedimento penale si estingua mediante gli strumenti previsti dalla normativa, come la prescrizione obbligatoria o l’oblazione.

L’importanza della regolarizzazione

La normativa conferma la possibilità di conservare le agevolazioni già fruite attraverso una regolarizzazione tempestiva e completa delle violazioni contestate e degli obblighi contributivi e assicurativi, secondo le modalità previste dagli organi di vigilanza.

Impatti per le aziende

Le nuove disposizioni ampliano significativamente le verifiche che imprese e consulenti devono effettuare prima di accedere o continuare a beneficiare degli incentivi. In particolare, la nuova clausola residuale supera il precedente sistema basato su un elenco tassativo di violazioni e richiede una valutazione più ampia del rischio di esclusione dalle agevolazioni.

Si raccomanda alle aziende associate di monitorare con attenzione gli esiti degli accertamenti ispettivi e di procedere tempestivamente alla regolarizzazione delle eventuali irregolarità, al fine di evitare effetti pregiudizievoli sull’accesso ai benefici contributivi e normativi.

Per ulteriori informazioni:

Per Firenze: v.rovai@confindustriatoscanacentroecosta.it

Per Livorno: e.bartolo@confindustriatoscanacentroecosta.it

Per Massa Carrara: a.biso@confindustriatoscanacentroecosta.it