Il centro studi rende disponibile alle imprese associate i risultati dell’indagine sul lavoro di Confindustria, la rilevazione che, annualmente, monitora l’andamento dei principali indicatori sulla gestione del personale e consente di osservare le nuove tendenze organizzative nelle aziende. Il rapporto “I Numeri delle Risorse Umane”, analizza, infatti, sia variabili legate al mercato del lavoro quali il tasso di assenza, il tasso di turnover, l’organizzazione del lavoro da remoto (smart working), sia aspetti più attinenti alle attività di HR management, come la diffusione e i contenuti del welfare aziendale, i piani di inserimento, le politiche retributive e così via, offrendo un quadro completo e aggiornato per una corretta gestione del personale. All’edizione 2026 hanno partecipato oltre 2.200 imprese del centro-nord Italia, per un totale di circa 440.000 dipendenti. Per Confindustria Toscana Centro e Costa, hanno aderito 101 imprese che rappresentano più di 12.200 addetti.
In quest’edizione, oltre ad aggiornare il monitoraggio avviato lo scorso anno sulla diffusione dell’Intelligenza Artificiale nei processi aziendali, è stato condotto un approfondimento sul ricambio generazionale, un tema di grande attualità in questa fase di “inverno demografico” che, da un lato, complica il reclutamento di nuove risorse e dall’altro rende inevitabili politiche di age management.
Il rapporto è composto da 5 sezioni principali,
- Gestione del personale: politiche retributive e sistemi di incentivazione
- Leve di attraction e retention: welfare aziendale e smart working
- Intelligenza Artificiale: diffusione, azioni intraprese in ambito HR e difficoltà nell’adozione
- Politiche di assunzione: ricambio generazionale, difficoltà di assunzione e condizioni di inserimento
- Indicatori di feedback organizzativo: tassi di turnover, ore di lavoro e tassi di assenza
Inoltre, si segnala che i tassi di assenza sono calcolati a livello locale. Pertanto, le aziende che hanno partecipato alla rilevazione possono confrontare il feedback ricevuto sul tasso di assenteismo con quello dei territori considerati.
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Estratto
In base ai dati raccolti con l’indagine, nel 2025, il welfare aziendale è presente nel 78,8% delle imprese. La sua diffusione risulta essere legata alla dimensione d’impresa; infatti, nelle aziende fino a 25 occupati il dato si attesta al 64,6%, salendo al 79,1% nel caso delle realtà di medie dimensioni e all’89,8% in quelle più grandi. Per quanto riguarda il confronto settoriale, in ambito industriale il welfare aziendale interessa l’81,1% delle realtà esaminate mentre nelle aziende di servizi la diffusione è pari al 72,4%.
Diffusione del welfare aziendale per dimensione e settore

La normativa di riferimento sui premi di risultato prevede la convertibilità, su richiesta del dipendente beneficiario, del valore del premio in strumenti di welfare, legando, all’esercizio di tale facoltà, il godimento di ulteriori benefici fiscali e contributivi su quanto corrisposto. Nelle imprese coinvolte nell’indagine, il 38,5% dei lavoratori ha convertito il premio in welfare; una quota in aumento rispetto al 2024 (31,0%). La partecipazione risulta più elevata tra operai e impiegati (38,8%) rispetto ai quadri (35,8%). In media, tra i lavoratori che hanno scelto la conversione, è stato trasformato il 72,2% del valore complessivo del premio, un dato sostanzialmente omogeneo tra le diverse qualifiche e in crescita rispetto al 68,1% rilevato nell’indagine 2024.
Percentuali dei lavoratori che hanno convertito il premio e quota di premio convertita per qualifica

Il rapporto completo è disponibile solamente per le aziende associate.
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