In un incontro svoltosi alla Casa Bianca lo scorso 2 aprile, Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato l’introduzione di dazi base del 10% su quasi tutti i beni importati negli USA e dazi più elevati su beni importati da 60 paesi.
Nello specifico, l’iniziativa, battezzata “Liberation Day”, prevede dazi aggiuntivi del 20% per i prodotti dell’Unione Europea. Aliquote maggiori sono previste per i beni esportati negli USA dai principali paesi asiatici: Cina (34%), Vietnam (46%), Giappone (24%), Corea del Sud (25%), India (26%), Taiwan (32%). Dazi del 10% colpiranno invece i prodotti della Gran Bretagna. I dazi base entreranno in vigore il 5 aprile, quelli maggiorati il 9 aprile.
Alcuni prodotti chiave, come farmaci, semiconduttori, rame e legname, non saranno immediatamente soggetti ai nuovi dazi, in quanto sono ancora sotto esame per l’eventuale applicazione di tariffe mirate in futuro. Acciaio e alluminio, invece, non rientrano nelle ultime misure poiché già colpiti da un dazio del 25% introdotto lo scorso mese. Restano inoltre esenti determinati prodotti energetici e minerali non disponibili sul territorio statunitense, per evitare conseguenze sulle forniture interne. Infine, per quanto concerne l’automotive, dal 3 aprile sono in vigore nuovi dazi del 25% su alcuni autoveicoli importati negli USA, mentre entro il 3 maggio saranno applicati dazi ad valorem aggiuntivi del 25% sui componenti delle auto.
In allegato la lista dei paesi interessati dalle misure in questione. Informazioni più specifiche saranno pubblicate nei prossimi giorni.
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