Il Consiglio dell’Unione europea ha approvato il regolamento che elimina la franchigia doganale per le spedizioni di valore inferiore a 150 euro, con l’obiettivo di ridurre le possibili distorsioni del mercato legate al frazionamento delle spedizioni e, più in generale, di favorire condizioni di concorrenza più equilibrate. Secondo i dati della Commissione, nel 2024 sono arrivati nel mercato comunitario 4,6 miliardi di piccoli pacchi, il 91% provenienti dalla Cina.
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TogglePerché viene abolita la franchigia sotto i 150 euro
La franchigia sulle importazioni a basso valore era nata per ridurre gli oneri amministrativi, ma l’evoluzione del commercio elettronico ha reso la misura non più sostenibile:
- aumento esponenziale delle micro-spedizioni extra-UE;
- difficoltà per le autorità doganali nel controllo dei valori dichiarati;
- persistenti distorsioni concorrenziali a danno delle imprese europee;
- disponibilità di dati elettronici completi che annullano la necessità di una soglia semplificata.
Il nuovo regolamento modifica, pertanto, il Regolamento (CE) 1186/2009 sopprimendone la disciplina sulla franchigia.
La misura transitoria: dazio forfettario di 3 euro per articolo (2026–2028)
In attesa del nuovo centro doganale digitale dell’UE, operativo dal 2028, è prevista una fase transitoria che introduce un meccanismo semplificato di riscossione dei dazi.
Come funziona il nuovo dazio
Dal 1° luglio 2026 al 1° luglio 2028, per i pacchi con valore intrinseco inferiore a 150 euro si applica:
→ un dazio doganale fisso di 3 euro per articolo, calcolato per sottovoce tariffaria.
Il contributo riguarda:
- le spedizioni gestite tramite il regime IOSS, con IVA già assolta all’origine;
- le spedizioni postali gestite tramite operatori autorizzati.
Gli altri operatori continueranno ad applicare la Tariffa doganale comune.
Questa impostazione è coerente con quanto già anticipato da diverse fonti istituzionali e di settore: il dazio è applicato per categoria merceologica, non per spedizione, e può pertanto moltiplicarsi se il pacco contiene beni diversi.
Obiettivi e vantaggi attesi per mercato e imprese
La riforma punta a:
- ristabilire condizioni di concorrenza equilibrate rispetto ai venditori extra-UE;
- ridurre gli abusi legati alla soglia dei 150 euro;
- migliorare la riscossione delle risorse proprie dell’Unione;
- alleggerire la pressione amministrativa sulle dogane in un periodo di transizione verso la digitalizzazione completa.
Secondo il Consiglio UE, la misura avrà effetti positivi sia per il bilancio dell’Unione sia per le finanze degli Stati membri, che trattengono una quota dei dazi per la copertura dei costi di gestione.


