Il roadshow dei Giovani Imprenditori di Confindustria “genrAzioni – Viaggio nel futuro d’Impresa” giunto alla 3° tappa si è fermato in Toscana.
GenerAZIONI è un progetto realizzato con la Luiss Business School dedicato all’imprenditoria italiana e al passaggio generazionale. Come Giovani Imprenditori da sempre ci occupiamo di ricambio generazionale con l’obiettivo di sensibilizzare tanto gli imprenditori quanto i decisori pubblici su un tema fondamentale per l’economia italiana.
Il progetto analizza le dinamiche del passaggio e della convivenza generazionale attraverso casi concreti, approfondendo aspetti economici, fiscali, legali e relazionali.
Il 3 Luglio il roadshow si è fermato in Toscana a Carrara nell’azienda Furrer della famiglia Mazzi, con il padrone di casa, Paolo Mazzi, terza generazione dell’azienda, che ha guidato i Giovani Imprenditori in una esperienza immersiva nel cuore delle cave di marmo, una delle eccellenze del Made in Italy.
Dopo la visita alle cave, l’esperienza aziendale di Furrer sul passaggio generazionale è stata approfondita ed arricchita dall’intervento di da Mario Di Benedetto, Professore presso l’Università Luiss Guido Carli, che evidenza: “l’imprenditore non è un semplice calcolatore di numeri, ma il presentatore di una visione”. E il mettere al centro la visione che mette in risalto la difficoltà del passaggio generazionale: come si eredita uno sguardo sul futuro senza restarne prigionieri?
Manuela Soncini, Head of Business & Family Advisory – CEO Cordusio Fiduciaria UniCredit, mette in risalto nel suo intervento il tema della consapevolezza. Capire il proprio valore aggiunto in azienda, mettere in campo professionalità con piena lucidità: è da qui che si parte. E quando questa consapevolezza manca, si cade in trappole ricorrenti.
Prosegue il racconto sul cambio generazionale Paolo Mazzi che parte da un’intuizione universitaria: l’azienda come agglomerato di persone. Non un organigramma, ma una comunità che si costruisce sul campo. Il mestiere, per Mazzi, si è imparato in cantiere, giorno dopo giorno, e da quell’esperienza diretta è nato piano piano un team su cui ancora oggi si fa pieno affidamento.
Sul tempo delle decisioni si sofferma Emanuele Giangreco Biancheri, Partner Strategy & Governance: nelle imprese familiari le scelte sono spesso lente, perché attraversano passaggi non lineari, equilibri da preservare, negoziazioni implicite. Ma la lentezza, se collocata nella fase giusta, non è un difetto. Il tempo dell’ideazione va allungato, non compresso: un progetto pensato in profondità e davvero condiviso si mette poi in atto in modo rapido, coeso, concorde.
Infine il conflitto che spesso la fa da padrone quando in azienda ci si appresta ad affrontare il passaggio generazionale. Ma il conflitto non è un nemico da eliminare, ma un segnale da ascoltare. Spesso è fonte di crescita, dice Mazzi che ricorda di non cadere nell’autoreferenzialità, grande male dell’imprenditore che si isola. Per questo “bisogna coltivare Confindustria”, dice, “perché rappresenta una contaminazione continua e necessaria, che spinge a confrontarsi, a crescere, a non chiudersi mai in se stessi”.
Come il marmo di Carrara, nato dalla tensione tra forze opposte e diventato arte in ogni parte del mondo, le imprese più solide non sono quelle che evitano la pressione. Sono quelle che imparano a trasformarla in qualcosa che dura nel tempo.

Questo contenuto è riservato ai soci. Accedi per leggere tutto.


