Qatar: rischio stop alla fornitura energetica – aggiornamento del 07-03-2026 01:37
Il Qatar ha lanciato un allarme sull'export di energia.
Doha segnala infatti che la guerra potrebbe costringere i Paesi del Golfo ad interrompere, a breve, le forniture di petrolio. Uno scenario che rischia di danneggiare fortemente le economie mondiali per le ricadute dell'inevitabile forte rialzo del prezzo del greggio. Il traffico navale nello Stretto di Hormuz è ormai quasi azzerato ed il colosso dello shipping Maersk, ha di fatto sospeso tutte le rotte con il Golfo.
Si rafforza l'ipotesi di un'azione della Marina Usa per la scorta delle navi in prossimità dello stretto.
Riunita la Commissione allerta rapida per la sorveglianza dei prezzi. – aggiornamento del 06-03-2026 14:37
Si è svolta questa mattina la riunione della **Commissione allerta rapida per la sorveglianza dei prezzi **istituita dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy presieduta dal Ministro Urso. La Commissione ha analizzato i dati relativi al vertiginoso e immediato aumento dei prezzi – con particolare riferimento ai beni energetici – registrato a valle dello scoppio della guerra del Golfo. Tra i compiti dell’organismo del MIMIT vi è anche il monitoraggio costante dei prezzi dei carburanti alla pompa, al fine di promuovere azioni idonee a contrastare eventuali fenomeni speculativi nel tentativo di ridurne gli effetti per cittadini ed imprese. La Commissione si riunirà con cadenza settimanale, ogni venerdì.
Energia, gas e trasporti sotto pressione – aggiornamento del 06-03-2026 11:18
L’escalation militare tra Iran, Stati Uniti e Israele sta già producendo effetti rilevanti sui trasporti e sui mercati energetici internazionali. I primi impatti emergono chiaramente da alcuni dati chiave che mostrano le possibili conseguenze economiche della crisi.
Traffico aereo in forte contrazione
- Negli aeroporti principali di Emirati Arabi Uniti, Qatar e Bahrain sono stati cancellati tra il 70% e il 95% dei voli in partenza.
- La quota è persino superiore a quella registrata a Tel Aviv, dove le cancellazioni restano sotto il 60%.
- Il dato evidenzia l’ampiezza delle ricadute regionali della minaccia militare.
Lo stretto di Hormuz sotto pressione
- Lo stretto è uno snodo strategico per l’energia globale: circa il 17-20% del petrolio mondiale transita da questo passaggio.
- L’Iran è riuscito a rallentare i transiti senza un blocco navale formale, colpendo o minacciando petroliere e navi commerciali.
- Il rischio è uno shock energetico con effetti simili, per dinamica di mercato, alla crisi petrolifera del 1973.
Chi è più esposto al petrolio del Golfo
- Oggi la vulnerabilità è concentrata soprattutto in Asia.
- Cina e India consumano insieme circa 22 milioni di barili di petrolio al giorno, contro meno di 2 milioni negli anni Settanta.
- Circa il 50% del loro petrolio proviene dai paesi del Golfo.
- Anche Giappone e Corea del Sud dipendono in modo significativo dalle forniture che passano da Hormuz.
- L’impatto diretto è più limitato per Europa e Stati Uniti: solo circa il 4% del petrolio che attraversa lo stretto è destinato al mercato europeo e poco più del 2% a quello statunitense.
Il nodo del gas naturale liquefatto (GNL)
- Dallo stesso corridoio marittimo passa anche il GNL del Qatar, pari a circa il 20% dell’offerta globale.
- Dopo attacchi vicino ai principali siti estrattivi, Doha ha sospeso temporaneamente parte della produzione.
- Tra i paesi più esposti alle forniture qatarine figurano:
- Pakistan: circa 26% del gas importato
- Taiwan: circa 25%
- India: circa 22%
L’esposizione dell’Italia
- Oltre l’11% del gas consumato in Italia proviene dal Qatar.
- Il gas rappresenta circa il 38% del mix energetico nazionale, una quota superiore a molti altri paesi industrializzati.
Effetti immediati sui mercati
- Il prezzo all’ingrosso del gas in Europa è quasi raddoppiato in pochi giorni.
- Le quotazioni hanno superato brevemente i 60 €/MWh.
- Gli stoccaggi europei sono intorno al 30%, sotto i livelli tipici di questo periodo dell’anno.
Se la crisi dovesse protrarsi, il rischio è una nuova fase di volatilità energetica globale, con possibili aumenti dei costi di approvvigionamento per imprese e sistemi produttivi, in particolare in Europa e nei mercati asiatici.
Fonte: ISPI – “Dall’Iran al mondo: 6 grafici sull’impatto economico della guerra”
Stretto di Hormuz: classificato “Zona di operazioni belliche”. Oltre mille navi bloccate. – aggiornamento del 05-03-2026 22:37
Con l’ulteriore aggravarsi della situazione in corso, il settore marittimo internazionale considera ormai la zona operativa dello stretto di Hormuz quale “zona di operazioni belliche”, che vede circa mille navi bloccate a causa dell’escalation militare in Medio Oriente.
La Lloyd’s Market Association di Londra stima il valore delle imbarcazioni bloccate oltre i 25 miliardi di dollari e circa la metà trasporta petrolio e gas.
Per quanto attiene le autorità europee la situazione è “estremamente preoccupante” per la sicurezza marittima e tiene in allerta le missioni navali, tra cui Aspides e Atalanta.
L’Iran – da parte sua – rivendica il “controllo totale” dello stretto e afferma di aver colpito una petroliera statunitense nel Golfo.
QATAR: aggiornamenti sull’attraversamento via terra verso Arabia Saudita – aggiornamento del 05-03-2026 16:37
Ai connazionali che intendano attraversare la frontiera via terra tra Qatar e Arabia Saudita, si segnala quanto segue:
– la frontiera risulta aperta;
– per l’ingresso in Arabia Saudita è necessario ottenere un visto, che può essere richiesto e ottenuto on line in poche ore dal sito https://visa.visitsaudi.com. In alternativa può essere richiesto alla frontiera all’arrivo e pagamento esclusivamente con carta di credito. La procedura di visto all’arrivo in frontiera può richiedere molto tempo. Si consiglia quindi di ottenere il visto on line. Il costo del visto è di circa 100 Euro.
– per attraversare la frontiera con un’auto noleggiata in Qatar, è necessaria un’assicurazione valida anche in Arabia Saudita.
– sono ancora disponibili collegamenti aerei dall’Arabia Saudita con l’Italia, per i quali risulta esservi al momento un’elevata richiesta.
– per eventuali pernottamenti a Riad l’Ambasciata d’Italia rimane a disposizione per fornire una lista di Hotel disponibili a prezzi convenzionati.
– PRIMA DI INTRAPRENDERE OGNI SPOSTAMENTO, VERIFICARE CHE NON SIANO STATI EMESSI ALLARMI DALLE AUTORITA’ LOCALI, CHE SI INVITA SEMPRE A SEGUIRE.
– per contattare l’Ambasciata d’Italia in Arabia Saudita, è possibile chiamare i seguenti numeri di emergenza: +966505254792; +966503271046.
Accesso alla CIGO per calo ordini – aggiornamento del 05-03-2026 16:07
Le aziende colpite da una contrazione di commesse a causa del conflitto in Medio Oriente possono richiedere la CIGO (Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria) con causale “mancanza di lavoro o commesse”
Il ricorso alla CIGO è applicabile laddove si verifichi una riduzione degli ordini tale da impedire la normale prosecuzione dell’attività senza generare un eccessivo accumulo di scorte.
Nella richiesta all’Inps dovrà essere allegata una relazione tecnica che deve spiegare dettagliatamente la natura esterna (esogena) dell’evento (es. blocco delle rotte commerciali, cancellazione ordini da mercati esteri) e illustrare le ragioni che permettono di prevedere una futura ripresa dell’attività.
La domanda deve essere presentata esclusivamente in via telematica all’INPS entro 15 giorni dall’inizio della sospensione o riduzione dell’orario di lavoro.
Si ricorda inoltre che, prima dell’invio della domanda, deve essere espletata la procedura di informazione e consultazione sindacale prevista dalla normativa vigente.
I nostri uffici sono a disposizione delle aziende associate per il supporto nella procedura sindacale e nella stesura della relazione tecnica.
Energia: monitoraggio prezzi – aggiornamento del 05-03-2026 11:07
Le attuali tensioni geopolitiche stanno determinando una prima reazione dei mercati delle commodity energetiche, con un incremento della volatilità dei prezzi del gas sui principali hub europei e con effetti riflessi anche sui prezzi spot e sulle curve forward dell’energia elettrica. Al momento gli impatti si rilevano sul 2026, mentre minori oscillazioni riguardano 2027. Si tratta, tuttavia, di movimenti che al momento appaiono prevalentemente legati alla componente di rischio geopolitico e alle aspettative degli operatori, più che a reali discontinuità nei flussi fisici di approvvigionamento.
Il monitoraggio dei mercati viene comunque svolto in modo continuo, con particolare attenzione all’evoluzione dei prezzi del gas, che rappresenta il principale driver di formazione del prezzo dell’energia elettrica sui mercati europei.
Chiusura dello Stretto di Hormuz: impatti su produzione alimentare e scorte in Italia – aggiornamento del 04-03-2026 16:12
La possibile chiusura dello Stretto di Hormuz – snodo attraverso cui transita una quota rilevante dell’energia mondiale – pone un tema diretto per la filiera agroalimentare italiana: la tenuta dei costi produttivi e delle scorte.
L’Italia non dipende in modo significativo dalle importazioni alimentari via Hormuz, ma il blocco inciderebbe in modo rilevante sui prezzi di petrolio e gas. L’aumento dei costi energetici si tradurrebbe in rincari per fertilizzanti, imballaggi, trasformazione industriale, refrigerazione e trasporti, con un impatto trasversale su tutta la catena del valore, dalla produzione agricola alla distribuzione.
Per le imprese del settore alimentare il rischio principale non è nell’immediato una carenza di prodotti, quanto una crescita dei costi operativi e logistici, che potrebbe comprimere i margini o riflettersi sui prezzi finali. Particolarmente esposte risultano le aziende energivore e quelle con forte vocazione all’export, più sensibili alle variazioni dei noli marittimi e dei costi di spedizione.
Nel breve periodo le scorte nazionali risultano adeguate; tuttavia, un eventuale prolungamento della crisi potrebbe generare pressioni strutturali sui costi di produzione, con effetti su competitività e stabilità dei prezzi lungo l’intero comparto agroalimentare.
Impatti sul traffico commerciale – aggiornamento del 04-03-2026 14:19
Il conflitto in corso da pochi giorni sta già producendo impatti immediati e severi sui nodi logistici direttamente coinvolti:
1. Rotte marittime
– Stretto di Hormuz (20% circa del petrolio e LNG globale, ~20,9 milioni di barili/giorno): traffico quasi azzerato. Le Guardie Rivoluzionarie Iraniane hanno emesso avvertimenti per i quali “nessuna nave può passare”; oltre 150 petroliere sono ancorate fuori dallo stretto. Le principali compagnie hanno sospeso tutti i transiti fino a nuovo ordine, per motivi di sicurezza degli equipaggi con eventuale Rerouting obbligatorio intorno al Capo di Buona Speranza (Africa meridionale). Nelle ultime ore – contrariamente a quanto precedentemente dichiarato da fonti della Marina USA – il Presidente Trump ha annunciato che, “_se necessario, la Marina degli Stati Uniti inizierà a scortare le petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz, il prima possibile_”. In questa fase di grandissima incertezza, i passaggi attraverso lo stretto sono sempre più difficili da verificare/monitorare, a causa delle diffuse interferenze GNSS e dei potenziali transiti al buio e con AIS disattivato, delle imbarcazioni.
2. Rotte cargo aereo
– Chiusure: Iran, Iraq, Siria, Israele, Qatar, Kuwait, Bahrain, Emirati Arabi (nessun sorvolo sugli UAE riportato). Aeroporti principali (Dubai, Abu Dhabi, Doha, Beirut, Kuwait) con attività ridotta o ferma; oltre 3.400 voli cancellati solo domenica 2 marzo.
– Cargo aereo: tassi in forte aumento attesi ed Hub mediorientali (Dubai, Doha) con criticità; volumi cargo bloccati o deviati. Merci high-value (farmaceutici, elettronica, ricambi) subiscono ritardi di giorni/settimane.
Aumento dei costi energetici e impatto sui bilanci delle imprese – aggiornamento del 04-03-2026 12:25
Le tensioni legate al conflitto in Iran e alla situazione nello Stretto di Hormuz stanno determinando un sensibile incremento dei prezzi dell’energia, con effetti rilevanti per il sistema produttivo italiano.
Il petrolio Brent è tornato sopra gli 80 dollari al barile, mentre il gas europeo scambiato al Ttf di Amsterdam ha registrato un incremento complessivo del 53% in due giorni, attestandosi a 54,3 euro al megawattora. Parallelamente si osservano rialzi dei carburanti alla pompa: la benzina self service raggiunge 1,693 euro al litro e il diesel 1,753 euro, con valori più elevati sulla rete autostradale.
L’aumento dei prezzi energetici incide in modo particolare sui settori ad alta intensità di consumo – manifatturiero, trasporti, logistica e agroalimentare – determinando un incremento dei costi operativi e una conseguente pressione sui margini aziendali.
Secondo le stime di Nomisma Energia, dal prossimo trimestre potrebbe registrarsi un aumento del 15% delle tariffe gas e dell’8-10% dell’energia elettrica per alcune categorie di utenti, con possibili riflessi sull’intero tessuto produttivo.


