Automotive: prossima apertura dei mini contratti di sviluppo

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha attivato lo strumento dei mini contratti di sviluppo destinato alle imprese della filiera automotive. Il ministro Adolfo Urso ha firmato il decreto che rende disponibili 300 milioni di euro, dando attuazione alla seconda quota del Fondo Automotive prevista dal DPCM del 10 giugno 2026.

L’intervento si inserisce nella strategia del Governo per accompagnare la trasformazione del settore verso una mobilità sempre più sostenibile, autonoma, connessa e sicura, in linea con gli obiettivi europei di decarbonizzazione e riduzione delle emissioni nel trasporto.

Cosa sono i mini contratti di sviluppo

I mini contratti di sviluppo rappresentano uno strumento relativamente recente nel panorama degli incentivi gestiti dal Mimit. Introdotti nel 2024 e utilizzati per la prima volta nel 2025 con una misura dedicata alle tecnologie strategiche europee STEP, nascono con l’obiettivo di estendere la logica dei tradizionali Contratti di sviluppo anche a programmi di investimento di dimensione più contenuta.

Mentre i Contratti di sviluppo ordinari sono generalmente destinati a progetti da almeno 20 milioni di euro, i mini contratti si rivolgono alle imprese che realizzano investimenti di importo inferiore a 20 milioni, consentendo anche a PMI e aziende di medie dimensioni di accedere a uno strumento normalmente riservato a programmi industriali più rilevanti.

Progetti finanziabili

Le agevolazioni sono rivolte a programmi di investimento finalizzati allo sviluppo della filiera automotive e delle tecnologie per la mobilità del futuro.

Rientrano tra le iniziative ammissibili:

  • sviluppo, ingegnerizzazione, testing e produzione di nuovi veicoli e soluzioni di mobilità;
  • sviluppo di sistemi di alimentazione e propulsione a basse emissioni;
  • progettazione e produzione di componenti, parti e sistemi per la mobilità sostenibile, autonoma, connessa, intelligente e sicura;
  • progetti di diversificazione e riconversione industriale verso tecnologie strategiche ad alta intensità di ricerca e sviluppo.

Gli investimenti produttivi potranno essere accompagnati da attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, nonché da programmi di formazione del personale, nel limite massimo del 10% dell’investimento complessivo.

Importo delle agevolazioni

Il sostegno sarà concesso attraverso una combinazione di:

  • contributi a fondo perduto;
  • finanziamenti agevolati.

L’intensità dell’aiuto potrà arrivare fino al 75% delle spese ammissibili, rendendo lo strumento particolarmente interessante per le imprese impegnate in percorsi di innovazione tecnologica e trasformazione industriale.

Le domande potranno essere presentate anche in forma aggregata, con programmi sviluppati congiuntamente da un massimo di cinque imprese.

Risorse riservate a PMI e Mezzogiorno

Una parte consistente delle risorse è stata vincolata a specifiche categorie di beneficiari e territori.

In particolare:

  • il 60% delle risorse è destinato a iniziative presentate da PMI;
  • all’interno di questa quota, un quarto è riservato esclusivamente a micro e piccole imprese;
  • il 40% delle risorse finanzierà programmi realizzati in stabilimenti localizzati nel Mezzogiorno.

Il decreto introduce inoltre due ulteriori quote riservate del 10% ciascuna per le imprese in possesso del rating di legalità e per quelle che dispongono della certificazione della parità di genere.

Modalità di presentazione delle domande

Le modalità operative, i termini per la presentazione delle richieste e i dettagli relativi alla concessione delle agevolazioni saranno definiti con un successivo decreto direttoriale.

Le richieste di agevolazione saranno esaminate secondo l’ordine cronologico di presentazione. L’istruttoria sarà articolata in due fasi e il procedimento dovrà concludersi entro 120 giorni dal ricevimento della domanda.