In occasione dell’Assemblea 2026 di Confindustria Toscana Centro e Costa, il Presidente Lapo Baroncelli ha delineato una visione chiara per il futuro dei territori di Firenze, Livorno e Massa Carrara: la reindustrializzazione come scelta strategica, concreta e non rinviabile.
Una sfida industriale concreta
Baroncelli ha sottolineato che non è più il tempo di difendere il passato, ma di costruire un nuovo protagonismo industriale capace di interpretare i cambiamenti globali. La reindustrializzazione viene indicata come l’obiettivo di mandato della nuova presidenza, con l’ambizione di riportare il territorio su una traiettoria di crescita fondata su manifattura, innovazione, competenze e investimenti.
Nel suo intervento, il Presidente ha richiamato alcuni dati che descrivono con evidenza la necessità di invertire la rotta: dal calo delle imprese manifatturiere alla crescita rallentata, fino alla perdita di capitale imprenditoriale e occupazione qualificata. Da qui la necessità di una strategia condivisa che superi la logica difensiva e riporti il sistema territoriale a competere nelle nuove catene del valore.
Sicurezza come leva industriale
Uno dei passaggi centrali della relazione riguarda il concetto di sicurezza, presentato non come tema accessorio ma come condizione essenziale per fare industria. Sicurezza energetica, digitale, economica, delle regole, delle infrastrutture e delle competenze: tutte dimensioni che concorrono a definire la competitività di un territorio. In questa prospettiva, la sicurezza non è solo ciò di cui le imprese hanno bisogno, ma anche ciò che le imprese possono produrre attraverso nuove filiere, tecnologie e capacità industriali. L’assemblea ha così messo in evidenza la possibilità di sviluppare un vero ecosistema della sicurezza e dell’innovazione, capace di integrare settori avanzati come aerospazio, cybersecurity, fotonica, radar e intelligenza artificiale.
Energia, infrastrutture e investimenti
La relazione ha richiamato con forza anche il nodo dell’energia, indicandolo come uno dei principali fattori di competitività per il sistema industriale. Accelerare sulle rinnovabili, sviluppare accumuli, promuovere autoproduzione e comunità energetiche, investire in efficienza: sono alcune delle direttrici indicate per accompagnare la transizione senza compromettere la capacità produttiva.
Accanto all’energia, Baroncelli ha insistito su semplificazione amministrativa, tempi certi e infrastrutture come elementi indispensabili per attrarre investimenti e sostenere lo sviluppo. Aeroporti, porti, autostrade e alta capacità ferroviaria sono stati richiamati come nodi strategici di un disegno industriale unitario, con particolare attenzione a Livorno, Marina di Carrara, Piombino e ai principali corridoi logistici del territorio.
Competenze, lavoro e coesione
Un altro asse fondamentale della relazione è quello sociale. Reindustrializzare, ha spiegato il Presidente, significa anche generare occupazione di qualità, rafforzare competenze, offrire opportunità ai giovani e ridurre le fragilità che indeboliscono il tessuto economico e civile. In questo quadro, la questione abitativa diventa un tema industriale a tutti gli effetti, perché incide sulla capacità delle imprese di attrarre e trattenere lavoratori.
Il messaggio finale è stato netto: sicurezza e sviluppo devono tornare ad essere due nomi della stessa responsabilità collettiva. Per questo Confindustria Toscana Centro e Costa chiede un’alleanza territoriale ampia, capace di mettere insieme istituzioni, imprese, ricerca, credito e corpi sociali in una visione comune di competitività e coesione.
Un impegno condiviso
La relazione ha consegnato una direzione precisa: affrontare la deindustrializzazione con realismo, coraggio e responsabilità, puntando su innovazione, sicurezza e capacità di investimento.
Una sfida che riguarda da vicino tutto il territorio e che richiede decisioni tempestive, visione strategica e collaborazione tra tutti gli attori dello sviluppo
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