Riforma dell’Unione doganale Ue: via libera del Consiglio. Nuove regole per imprese ed e-commerce

Il 3 settembre 2026, il Consiglio dell’Unione europea ha dato il via libera definitivo alla riforma del quadro doganale dell’Ue. L’intervento risponde alla necessità di adeguare il sistema europeo alla crescita dei flussi commerciali internazionali, alla progressiva digitalizzazione degli scambi e, in particolare, all’espansione del commercio elettronico. La riforma mira a rafforzare la capacità delle autorità di individuare le merci che presentano maggiori rischi, migliorando al tempo stesso le condizioni per gli operatori operanti nel rispetto delle regole.

Una nuova agenzia europea per le dogane

Tra le principali novità figura l’istituzione della European Union Customs Authority (EUCA), una agenzia decentrata dell’Unione europea destinata a coordinare e supportare le amministrazioni doganali nazionali in alcune funzioni a livello europeo.

La nuova Agenzia avrà sede a Lille, in Francia, e dovrebbe iniziare le proprie attività nel 2027, con un organico previsto di circa 250 persone. Tra i suoi compiti rientreranno la gestione dei rischi a livello europeo, l’individuazione delle aree prioritarie per i controlli e il coordinamento della risposta alle situazioni di crisi che interessino il sistema doganale.

La nuova struttura non sostituirà le autorità doganali degli Stati membri. Le amministrazioni nazionali continueranno infatti a svolgere le proprie attività operative e ad effettuare analisi dei rischi in funzione delle esigenze nazionali, beneficiando però di una maggiore integrazione delle informazioni e del coordinamento europeo.

Un unico sistema europeo per i dati doganali

Un secondo elemento centrale della riforma è rappresentato dall’EU Customs Data Hub, la nuova piattaforma digitale europea attraverso la quale gli operatori potranno trasmettere le informazioni relative alle proprie operazioni doganali.

Il sistema è destinato a superare progressivamente l’attuale frammentazione delle infrastrutture nazionali, consentendo alle autorità di accedere a dati condivisi e aggiornati e di effettuare una valutazione dei rischi maggiormente coordinata.

Per le imprese, la prospettiva è quella di una progressiva semplificazione degli adempimenti e di una maggiore uniformità delle procedure. L’utilizzo del Data Hub diventerà obbligatorio per gli operatori dell’e-commerce dal 1° luglio 2028, mentre per gli altri operatori economici l’obbligo scatterà dal 1° marzo 2034.

Più vantaggi per gli operatori affidabili

La riforma introduce inoltre un sistema di semplificazioni destinato alle imprese che dimostrano elevati livelli di affidabilità e conformità: i cosiddetti “Trust and Check traders”.

Gli operatori che saranno in grado di fornire informazioni complete sulla movimentazione e sulla conformità delle proprie merci potranno accedere a procedure doganali semplificate. Per gli operatori che raggiungeranno i livelli più elevati di affidabilità sarà possibile, in determinate condizioni, ottenere lo svincolo delle merci senza un intervento attivo delle autorità doganali.

Per le imprese che operano stabilmente sui mercati internazionali, si tratta di un’evoluzione significativa: la maggiore digitalizzazione dei processi e l’attenzione alla compliance potranno diventare elementi sempre più rilevanti nella gestione delle operazioni di importazione ed esportazione.

Particolare attenzione al commercio elettronico

La riforma interviene in maniera significativa anche sull’e-commerce, settore che negli ultimi anni ha determinato una crescita molto rilevante del numero di spedizioni di piccolo valore dirette verso l’Unione.

Nel 2025, le dogane europee hanno gestito circa 6 miliardi di pacchi provenienti dall’e-commerce; oltre il 90% delle spedizioni è arrivato dalla Cina.

Il nuovo quadro attribuisce alle piattaforme di e-commerce extra Ue che vendono direttamente ai consumatori europei una responsabilità maggiore: saranno considerate importatori ai fini doganali e dovranno assicurare il corretto assolvimento delle formalità e dei dazi, evitando che tali responsabilità ricadano sul consumatore finale.

Sono inoltre previste nuove sanzioni per gli operatori dell’e-commerce che non rispettano gli obblighi doganali. Nei casi più gravi, le penalità potranno arrivare fino al 6% del valore annuale delle importazioni della società nell’anno precedente, oltre alla possibile perdita di alcune agevolazioni e, nei casi previsti, a restrizioni nell’accesso alle piattaforme online.

Piccoli pacchi: già operativo il dazio transitorio di 3 euro

La riforma si inserisce in un quadro di interventi che ha già modificato le regole applicabili alle spedizioni di valore inferiore a 150 euro.

Dal 1° luglio 2026 è infatti in vigore un dazio doganale transitorio di 3 euro applicato alle diverse categorie di merci contenute nei piccoli pacchi di valore inferiore a 150 euro. Il meccanismo resterà in vigore fino all’entrata a regime del nuovo sistema e sarà successivamente sostituito dall’applicazione delle normali tariffe doganali.

A questo si aggiunge la nuova handling fee europea sui piccoli pacchi, prevista dalla riforma doganale e distinta dal dazio di 3 euro. Gli Stati membri dovranno iniziare ad applicarla entro il 1° novembre 2026, mentre la Commissione europea dovrà determinarne l’importo. La tariffa è finalizzata a contribuire ai costi sostenuti dalle amministrazioni per il controllo e il monitoraggio dell’enorme volume di piccoli invii.

Una riforma di interesse diretto per il sistema produttivo

La revisione dell’Unione doganale assume particolare rilevanza per le imprese che operano sui mercati internazionali e all’interno di catene globali di approvvigionamento.

La progressiva introduzione di sistemi digitali comuni, la maggiore integrazione dei dati e l’evoluzione dei criteri di gestione del rischio potranno contribuire a rendere più efficienti i processi doganali. Al tempo stesso, per le imprese sarà sempre più importante disporre di informazioni corrette, aggiornate e facilmente tracciabili sulle proprie operazioni e sulle merci movimentate.

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