Dal 1° luglio 2026 l’Unione europea applica un nuovo sistema di gestione delle importazioni di acciaio, pensato per rafforzare la protezione del mercato interno in un contesto di forte sovrapproduzione globale.
Il nuovo regime mantiene aperto il mercato europeo alle importazioni, ma entro quote prestabilite: i volumi che rientrano nei contingenti potranno entrare senza dazi, mentre quelli eccedenti saranno soggetti a un’imposizione del 50%, con un irrigidimento significativo rispetto al passato.
Il nuovo sistema prevede infatti un aumento rilevante delle barriere tariffarie: il dazio sulle importazioni fuori quota passa dal 25% al 50%, segnando un raddoppio dell’aliquota rispetto al precedente regime di salvaguardia.
Tra le principali novità figura anche l’introduzione di un obbligo di tracciabilità dell’origine dell’acciaio. Gli importatori dovranno dichiarare e documentare il Paese in cui il materiale è stato originariamente fuso e colato (principio “melt and pour”), per rafforzare i controlli e ridurre il rischio di pratiche di elusione attraverso triangolazioni commerciali. Questo sistema consente alle autorità doganali di identificare con maggiore precisione la reale origine del prodotto lungo catene produttive complesse.
Tale obbligo non entra però in vigore immediatamente: sarà applicato dal 1° ottobre 2026, dopo un periodo transitorio pensato per consentire alle imprese e alle autorità doganali di adeguare sistemi, certificazioni e procedure operative.
Secondo la Commissione europea, il nuovo impianto normativo mira a rispondere agli squilibri del mercato globale dell’acciaio, caratterizzato da un eccesso di capacità produttiva che ha contribuito alla pressione sui prezzi internazionali e sulle imprese europee.
Le istituzioni dell’UE sottolineano che il commercio non viene chiuso: le importazioni restano possibili entro i contingenti stabiliti, mentre le misure più severe si applicano solo ai volumi eccedenti.
L’obiettivo dichiarato è duplice: da un lato sostenere la competitività dell’industria siderurgica europea, dall’altro garantire maggiore trasparenza e condizioni di concorrenza più equilibrate nelle catene di approvvigionamento globali.
Questo contenuto è riservato ai soci. Accedi per leggere tutto.


