Ue: 21° pacchetto di sanzioni contro la Russia

L’Unione Europea ha approvato un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia con l’obiettivo di aumentare la pressione su Mosca affinché ponga fine alla guerra in Ucraina. Le nuove misure, adottate dal Consiglio dell’UE, prendono di mira il complesso militare-industriale russo, le reti che consentono di aggirare le restrizioni occidentali sulle esportazioni energetiche, gli apparati della propaganda statale e diversi soggetti coinvolti nella persecuzione dell’oppositore Alexei Navalny.

Nel complesso, il provvedimento prevede l’inserimento nelle liste sanzionatorie di 34 persone e 47 entità tra aziende, organizzazioni e istituzioni.

Nel mirino il settore militare

Una parte significativa delle nuove misure riguarda aziende e organizzazioni che contribuiscono alla produzione di equipaggiamenti militari utilizzati dalla Russia nella guerra contro l’Ucraina. L’UE ha sanzionato produttori e fornitori di droni, componenti tecnologici e sistemi avanzati destinati alle forze armate russe.

Tra i soggetti colpiti figurano aziende russe legate allo sviluppo di velivoli senza pilota e istituti di ricerca sostenuti dal governo federale, oltre a società con sede in Cina accusate di fornire materiali e componenti utilizzati dall’industria bellica russa.

Secondo Bruxelles, queste misure puntano a rallentare la capacità della Russia di rifornire il proprio apparato militare e di sviluppare nuove tecnologie per il conflitto.

Stretta sulla “flotta ombra” del petrolio russo

Un altro elemento centrale del pacchetto riguarda il cosiddetto ecosistema della “flotta ombra”, la rete di compagnie e navi utilizzata per esportare petrolio e prodotti energetici russi aggirando le restrizioni occidentali.

L’UE ha inserito in lista due persone e ventiquattro entità coinvolte nelle attività di trasporto e commercializzazione del greggio russo. Le società interessate hanno sede non solo in Russia, ma anche in Paesi terzi come Emirati Arabi Uniti, Turchia, Azerbaigian, Liberia e Hong Kong.

L’obiettivo è ridurre ulteriormente le entrate energetiche che continuano a finanziare l’economia russa e, indirettamente, lo sforzo bellico di Mosca.

Sanzioni contro la propaganda e le attività ibride

Bruxelles ha inoltre ampliato le misure contro coloro che vengono ritenuti responsabili della diffusione di disinformazione e propaganda a sostegno della guerra.

Tra i soggetti sanzionati figurano giornalisti, commentatori, influencer e altre personalità accusate di promuovere narrazioni favorevoli all’invasione dell’Ucraina o di diffondere contenuti ostili nei confronti dell’Unione Europea e dell’Occidente.

Le nuove designazioni includono anche una fondazione culturale creata per iniziativa del presidente russo Vladimir Putin, ritenuta parte dell’apparato di influenza e comunicazione del Cremlino.

Il caso Navalny

Una sezione specifica del pacchetto riguarda la morte dell’oppositore Alexei Navalny. L’UE ha deciso di sanzionare un gruppo di funzionari russi, tra cui giudici, procuratori, agenti dei servizi di sicurezza e personale medico, accusati di aver avuto un ruolo nella persecuzione politica, nell’avvelenamento e nelle circostanze che hanno portato alla morte del principale leader dell’opposizione russa.

È stata inoltre colpita una società tecnologica coinvolta nello sviluppo di sistemi di riconoscimento facciale utilizzati, secondo Bruxelles, per monitorare e reprimere attivisti, giornalisti indipendenti e manifestanti.

Prorogate le sanzioni sulla Crimea

Contestualmente, il Consiglio dell’UE ha rinnovato per un altro anno le misure restrittive introdotte dopo l’annessione della Crimea e di Sebastopoli da parte della Russia nel 2014. Le sanzioni resteranno in vigore fino al 23 giugno 2027.

I regolamenti Ue che introfducono le novità illustrate sono disponibili in fondo alla seguente pagina: regolamenti

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