Stati Uniti: la Corte Suprema dichiara illegittimi i dazi universali introdotti dall’esecutivo

Feb 23, 2026

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito che l’utilizzo dei poteri di emergenza economica previsti dall’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA) del 1977 non costituisce una base giuridica adeguata per introdurre dazi universali. Secondo i giudici, la competenza primaria in materia di dazi spetta al Congresso degli Stati Uniti, ponendo così un limite significativo all’azione unilaterale dell’esecutivo.

Annuncio di nuovi dazi

Nonostante il pronunciamento della Corte Suprema, il presidente Trump ha ribadito l’intenzione di proseguire con la sua strategia tariffaria, facendo leva su altre basi giuridiche previste dall’ordinamento statunitense. Dopo un primo annuncio di un dazio globale del 10%, la Casa Bianca ha poi prospettato dazi al 15% su un ampio spettro di importazioni, misura presentata come necessaria per riequilibrare i rapporti commerciali degli Stati Uniti e proteggere l’industria nazionale.

Reazioni dell’Unione europea 

Le istituzioni dell’Unione europea hanno reagito chiedendo chiarezza e rispetto degli impegni commerciali già assunti da Washington e Bruxelles.

In una nota ufficiale, la Commissione europea ha sottolineato che la situazione attuale non favorisce la realizzazione di scambi e investimenti transatlantici “equi, equilibrati e reciprocamente vantaggiosi”, come previsto nella dichiarazione congiunta dell’agosto 2025 tra Ue e Stati Uniti. Bruxelles ha quindi esplicitamente chiesto agli Stati Uniti di onorare gli accordi già firmati e di fornire piena chiarezza sulle misure che intendono adottare dopo la sentenza della Corte Suprema.

Inoltre, Maroš Šefčovič, commissario europeo al Commercio, ha confermato che la Commissione è in stretto e continuo contatto con l’amministrazione statunitense e che Bruxelles lavorerà per ridurre i dazi doganali secondo quanto previsto dagli accordi preliminari.

La situazione d’incertezza ha inoltre portato alcuni parlamentari europei a proporre una pausa nel processo di ratifica dell’accordo commerciale con gli Stati Uniti, in attesa di valutare l’evoluzione delle mosse di Washington e le implicazioni per l’economia europea. Il voto del Parlamento Ue sui regolamenti che attuano l’accordo, previsto per martedì 24 febbraio, sarà determinante per confermare l’intesa raggiunta ad agosto 2025 a Turnberry, in Scozia, tra il presidente Donald Trump e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

Prospettive

La vicenda segna l’inizio di una fase delicata e complessa sul piano legale, commerciale ed economico, con potenziali implicazioni su scala globale. L’evoluzione dipenderà da diversi fattori chiave:

  • dalle basi giuridiche che l’amministrazione statunitense deciderà di adottare per l’applicazione dei dazi;

  • dalle eventuali iniziative del Congresso USA;

  • dalla risposta dei partner commerciali, tra cui l’Unione europea, che ha chiesto chiarezza e rispetto degli impegni assunti;

  • dall’eventuale gestione di rimborsi per le imprese colpite.  Tali rimborsi, qualora dovessero essere riconosciuti, avrebbero un impatto significativo sulle finanze pubbliche statunitensi, considerando che i dazi finora incassati dagli Stati Uniti valgono decine di miliardi di dollari.

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