Si riporta una sintesi della 177° indagine congiunturale effettuata da Federmeccanica sull’ultimo trimestre del 2025.
Nel 2025 l’attività industriale nel nostro Paese ha continuato ad essere condizionata dal complesso scenario internazionale con riflessi sulla catena di approvvigionamento, sui costi energetici e sulle strategie di export.
Anche nel settore metalmeccanico, la produzione è mediamente diminuita dello 0,9% nel confronto con l’anno precedente. Nel corso dell’intero 2025, la dinamica produttiva è stata alquanto altalenante in termini sia congiunturali sia tendenziali. Nel quarto trimestre, la produzione si è ridotta (-0,8%) rispetto al terzo quando, invece, era aumentata (+1,6%); mentre nel confronto tendenziale c’è stato un nuovo incremento (+2,5%), dopo quello già rilevato nel terzo trimestre (+3,2%), ma senza un completo recupero della significativa perdita di produzione registrata nei primi due trimestri dell’anno.
Il peggioramento settoriale è stato condizionato in particolar modo dalla ridotta fabbricazione di Autoveicoli e rimorchi che si è registrata rispetto al 2024 (-11,1%) cui si sono accompagnate le contrazioni registrate nelle produzioni di Prodotti in metallo (-1,1%), di Macchine e apparecchi elettrici (-0,6%) e di Macchine e apparecchi meccanici (-0,5%). All’opposto, hanno aumentato la produzione le attività della Metallurgia (+3,0%) e i comparti dei Computer, apparecchi radio-tv e strumenti di precisione (+1,9%) e degli Altri mezzi di trasporto (+1,6%).
Malgrado le forti tensioni geopolitiche e la politica commerciale degli Stati Uniti, tra annunci, introduzione ma anche smentite e modifiche dei dazi, nel 2025 le esportazioni metalmeccaniche sono cresciute in valore del 2,9%, rispetto al 2024, così come le importazioni, determinando un saldo positivo della bilancia commerciale di 52,1 miliardi di euro. Occorre osservare che gli incrementi 177° Indagine Congiunturale dell’interscambio in valore sono stati influenzati da una forte crescita dei valori medi unitari. Nel 2025, nell’ambito dell’Unione europea l’export settoriale ha registrato una variazione negativa soltanto verso la Francia (-0,2%), mentre con riferimento ai flussi diretti sui mercati esterni all’area comunitaria si nota come verso gli Stati Uniti che, con una quota dell’10,4% del totale settore, rappresentano il secondo mercato di sbocco dei nostri prodotti metalmeccanici, l’incremento, in media annua, è stato dell’1,8% principalmente grazie alle vendite dei Mezzi di trasporto ma con l’esclusione degli autoveicoli che, al contrario, hanno segnato un forte calo pari al -18,5%.
Per la lettura completa dello studio si allega il documento di sintesi


