Prosegue nel 2026 la crescita dei costi delle materie prime utilizzate nel settore delle costruzioni.
È quanto emerge dalla Nota sull’andamento dei prezzi elaborata dal Centro Studi di ANCE Toscana e aggiornata a ottobre 2026, che evidenzia un andamento complessivamente rialzista dell’Indice Totale dei Prodotti di base per costruzioni in Europa rispetto al 2025.
Secondo l’analisi, la componente energetica continua a rappresentare uno dei principali fattori di pressione sui costi di produzione. I prezzi del gas naturale e dell’energia elettrica mostrano infatti una tendenza alla crescita rispetto ai minimi registrati l’anno precedente, mentre petrolio e carburanti si mantengono su livelli sostenuti, con effetti indiretti anche sulle attività logistiche dei cantieri.
Tra i materiali che registrano gli aumenti più significativi spiccano i prodotti in rame, dai fili ai tubi fino ai semilavorati, che hanno evidenziato un incremento costante e marcato nel corso dell’anno, con ricadute dirette sui costi dell’impiantistica elettrica e idrosanitaria. Particolarmente rilevante anche l’andamento del bitume, interessato da un forte e rapido rialzo sia nelle quotazioni internazionali sia nei mercati asiatici. Una dinamica che incide soprattutto sui lavori stradali e sugli interventi di impermeabilizzazione.
Restano elevati anche i prezzi dei leganti. Il cemento Portland continua a mostrare una crescita progressiva e costante, mentre calci e cementi speciali evidenziano un lieve assestamento nell’ultimo mese, pur mantenendosi su valori elevati.
Più contenuta la situazione per il comparto ferro-acciaio. Travi e acciaio armonico registrano lievi aumenti recenti, mentre il tondo per cemento armato e i profilati risultano ancora lontani dai picchi raggiunti nei mesi precedenti. Stabili, invece, gli inerti come ghiaia e pietrisco, mentre i laterizi continuano a mostrare oscillazioni limitate, rimanendo all’interno di un quadro sostanzialmente invariato rispetto all’inizio dell’anno.
La rilevazione del Centro Studi di ANCE Toscana conferma quindi un quadro di persistente tensione sui costi dei principali input produttivi del settore delle costruzioni, con particolare attenzione alle dinamiche energetiche e ai materiali maggiormente esposti alle oscillazioni dei mercati internazionali.
Per maggiori approfondimenti, si rimanda allo studio allegato


