Droni e ispezioni tecniche: da optional a standard operativo

INAIL ha pubblicato gli atti del 2° convegno droni – Ispezioni con sistemi a pilotaggio remoto: innovazione, regolamenti e applicazioni nel controllo non distruttivo

Premessa

Negli ultimi anni i droni stanno smettendo di essere una soluzione sperimentale per diventare uno strumento operativo vero e proprio nelle ispezioni tecniche; non è solo una questione di comodità è soprattutto un tema di sicurezza e qualità del dato.

Nel mondo dei controlli non distruttivi (CND), l’uso di sistemi a pilotaggio remoto sta cambiando le regole del gioco. Parliamo di ispezioni in quota, spazi confinati, ambienti contaminati; tutte situazioni in cui mandare un operatore significa esporsi a rischi importanti. Con i droni, invece, si riduce drasticamente l’esposizione diretta.

Perché l’uso dei droni

Ma non è solo una questione di sicurezza. I vantaggi concreti per chi lavora sul campo sono evidenti:

  • acquisizione di immagini e video ad alta risoluzione
  • maggiore rapidità nelle ispezioni
  • possibilità di integrare sensori avanzati (termografia, AI, analisi predittiva)

In pratica: più dati, migliori decisioni. Attenzione però, perché non è tutto “plug-and-play”. Dal punto di vista tecnico e normativo stanno emergendo alcune criticità:

  • necessità di operatori formati e certificati
  • definizione di procedure operative standard
  • integrazione corretta dell’intelligenza artificiale (che aiuta, ma non sostituisce il tecnico)

Il vero nodo oggi è proprio questo: standardizzare. Senza protocolli condivisi, il rischio è avere applicazioni molto diverse tra loro, poco confrontabili e difficili da validare.

Altro tema caldo: le nuove competenze. L’ispezione con drone non è più solo pilotaggio, ma un mix di:

  • conoscenza impiantistica
  • capacità di analisi dei dati
  • gestione della sicurezza

Allegato

Ispezioni con sistemi a pilotaggio remoto: innovazione, regolamenti e applicazioni nel controllo non distruttivo

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