Il Decreto-legge 7 agosto 2026, n. 143, entrato in vigore l’8 agosto 2026, contiene disposizioni urgenti in materia di compostabilità di determinate tipologie di imballaggi.
Lo scorso 7 agosto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto-legge 7 agosto 2026, n. 143, recante disposizioni urgenti in materia di obbligo di compostabilità di determinate tipologie di imballaggi. Obiettivo del provvedimento: favorire la transizione verso imballaggi più compatibili con la raccolta dell’organico e ridurre l’impatto ambientale di specifiche categorie di rifiuti da imballaggio.
Il nuovo provvedimento introduce nel Codice dell’Ambiente (d.lgs. n. 152 del 2006) l’obbligo, per specifiche categorie di imballaggi, di essere immessi per la prima volta sul mercato nazionale soltanto se biodegradabili e compostabili e certificati come tali. L’obbligo riguarda gli imballaggi impiegati per il confezionamento di prodotti ortofrutticoli freschi, nel settore della ristorazione e del catering, per le monoporzioni alimentari e nel settore dell’ospitalità e coinvolge principalmente la filiera dei:
- Produttori di imballaggi in plastica biodegradabile e compostabile
- Produttori e trasformatori di materiali per il confezionamento alimentare, poiché il decreto richiama espressamente la normativa europea sui materiali destinati al contatto con alimenti.
- Industria alimentare e della ristorazione, che utilizza imballaggi monouso e confezioni per alimenti.
- Grande distribuzione organizzata (GDO), supermercati e retail che immettono sul mercato prodotti confezionati.
- Importatori e distributori di imballaggi o di merci confezionate negli imballaggi interessati dalla nuova disciplina.
- Operatori della gestione dei rifiuti organici, del compostaggio e della raccolta differenziata, poiché la ratio della norma è favorire il trattamento della frazione organica.
Il provvedimento è volto a consentire all’Italia di avvalersi della facoltà prevista dall’articolo 9, paragrafo 2, del Regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR). Tale disposizione permette agli Stati membri, in presenza di adeguati sistemi di raccolta e trattamento della frazione organica, di prevedere per determinate categorie di imballaggi requisiti di compostabilità in luogo di quelli di riciclabilità.
Il DL presenta un’impostazione nel complesso coerente con la posizione sostenuta da Confindustria nel confronto con il MASE. La norma, infatti, consente di salvaguardare le applicazioni in plastica compostabile che, in assenza dell’intervento nazionale, sarebbero destinate a essere escluse dal mercato a partire dal 2030, facendo al contempo salvi gli altri formati, utilizzi e materiali consentiti dal regolamento europeo. Il DL, quindi, non crea nessuna esclusiva a favore delle bioplastiche e lascia aperta la possibilità di utilizzare tutte le tipologie di materiali di imballaggio consentiti dal Regolamento PPWR. Il richiamo al sistema di esenzioni previsto dal Regolamento (UE) 2025/40 mantiene inoltre la possibilità, nei casi ammessi dalla disciplina europea, di ricorrere a soluzioni alternative alla plastica compostabile, tenendo conto delle specifiche esigenze tecniche e di utilizzo degli imballaggi. Nel complesso, il testo appare quindi idoneo a tutelare la filiera del compostabile senza pregiudicare le altre filiere produttive e gli utilizzatori, preservando un equilibrio tra obiettivi ambientali, esigenze industriali e funzionalità degli imballaggi.
In particolare, il decreto:
- introduce nel quadro della normativa ambientale italiana nuove regole sulla compostabilità di specifiche categorie di imballaggi;
- si collega al Regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, che consente agli Stati membri di prevedere obblighi nazionali di compostabilità per alcune tipologie di imballaggi quando esistano adeguati sistemi di raccolta e trattamento della frazione organica.
- modifica la Parte IV del D.Lgs. 152/2006 (Testo Unico Ambientale) introducendo nuove disposizioni sugli imballaggi interessati (articolo 226-quinquies).
Contatti
Per Livorno l.ginocchi@confindustriatoscanacentroecosta.it
Per Firenze g.borselli@confindustriatoscanacentroecosta.it
Per Massa Carrara l.melani@confindustriatoscanacentroecosta.it
Questo contenuto è riservato ai soci. Accedi per leggere tutto.


