L’assemblea di Confindustria Toscana Centro e Costa: il piano per il rilancio dell’industria di Firenze, Livorno e Massa Carrara

L’industria ha bisogno di sicurezza: economica, energetica, su regole e tempi autorizzativi, su semplificazioni, sui mercati esteri sulle infrastrutture e sociale. “Serve una politica industriale per garantire autonomia strategica, competitività e resilienza. Abbiamo bisogno di strumenti finanziari adeguati; e di un coordinamento fra pubblico e privato, per non sprecare nessuna risorsa”. Rimettere al centro dell’agenda economico politica nazionale, regionale e locale la manifattura attraverso una nuova visione strategica. E’ questo il messaggio lanciato dal presidente di Confindustria Toscana Centro e Costa Lapo Baroncelli dall’assemblea degli industriali di Firenze, Livorno e Massa Carrara, che si è tenuta oggi nel capoluogo toscano.

“Questa presidenza” ha spiegato aprendo la sua relazione il presidente di Confindustria Toscana Centro e Costa Lapo Baroncelli “si è data un obiettivo di mandato preciso: la reindustrializzazione dei nostri territori” e “l’impegno a lavorare su un progetto concreto e condiviso per rialzare il nostro tasso industriale”.

“La sicurezza è una parte fondamentale di questa reindustrializzazione”, prosegue Baroncelli, una sicurezza “come paradigma che deve riguardare tutto l’ambiente economico in cui facciamo impresa: dalla sicurezza energetica, a quella digitale; da quella dei mercati, a quella delle regole. Su queste declinazioni invitiamo Istituzioni, categorie, sindacati, mondo della ricerca e della cultura a lavorare insieme a noi”.

Energia e burocrazia la priorità per le imprese
Per il presidente degli industriali del centro e della costa toscana la competitività passa dalla certezza delle regole e i costi energetici. “Una sicurezza che ci sta davvero a cuore è quella delle regole e dei tempi autorizzativi. È uno dei fattori di insicurezza più avvertito dalle imprese. Senza certezza delle norme e dei tempi per il rilascio delle autorizzazioni non si fa impresa. Si gioca al massacro del nostro futuro.” ha spiegato Baroncelli. E sull’energia rileva: “Fra i capitoli della sicurezza che serve alle imprese, il primo resta l’energia. Un sistema industriale non sarà mai competitivo se l’energia costa troppo. I prezzi e la volatilità sono un freno competitivo. Per il nostro territorio significa azioni precise e concrete. Si deve:

  • accelerare sulle rinnovabili;
  • sviluppare i sistemi di accumulo;
  • promuovere l’autoproduzione e le comunità energetiche;
  • investire nell’efficienza energetica dei siti produttivi e accompagnare i comparti più esposti nella transizione.

Sul nucleare ha sottolineato: “E – comunque – non si sfugge al nucleare! È una necessità economica e scientifica, oltre che una scelta imposta dalla nostra dipendenza patologica dal gas naturale. Non è possibile che la seconda manifattura d’Europa abbia una dipendenza energetica dall’estero del 74%. La reintroduzione del nucleare, integrato a rinnovabili e reti smart, è una condizione di sopravvivenza industriale, oltre che di sovranità e di decarbonizzazione”.

Sicurezza economica, sociale e infrastrutture
La visione sulle necessità per lo sviluppo dell’impresa toscana del presidente Baroncelli non si ferma ai soli aspetti economici ma guarda anche alla tenuta del tessuto sociale. “Dobbiamo puntare sulla sicurezza e la continuità delle forniture anche per essere più attrattivi”, ha sottolineato il presidente Lapo Baroncelli nella sua relazione riferendosi alla sicurezza economica. “I nostri territori – per la loro identità industriale basata su distretti specializzati e sulla presenza di multinazionali – sono in grado di guidare l’accorciamento delle filiere”. Mentre sulle infrastrutture ha ricordato come “la competitività del nostro sistema produttivo è connessa alla qualità, all’efficienza e alla sicurezza delle nostre infrastrutture” e ha espresso forte preoccupazione per i ritardi della Darsena Europa e per l’immobilismo sull’aeroporto di Firenze.

Nella sua relazione ha però anche parlato di “sicurezza sociale, perché è il presupposto che riassume tutte le altre declinazioni della sicurezza”. “La tenuta industriale e la tenuta sociale camminano insieme; reindustrializzare il territorio significa generare occupazione di qualità, rafforzare competenze, creare mobilità sociale, offrire prospettive ai giovani”.

La fotografia attuale dell’economia toscana
Da metà anni Novanta il nostro territorio è cresciuto a ritmi sempre più lenti”; “adeguata alle nostre potenzialità e ai nostri bisogni”, ha spiegato Baroncelli. “Dal 2012 ad oggi il numero delle imprese manifatturiere si è contratto del 18% a Firenze; del 15% a Livorno; e del 10% a Massa-Carrara” ha spiegato. “Una perdita secca di capitale imprenditoriale e di lavoro”.

C’è inoltre la questione demografica. “Una popolazione che invecchia ha costi sociali sempre meno sostenibili. Nei primi Ottanta l’incidenza degli over60 sulla popolazione era del 20%; oggi è superiore al 33% – spiega Baroncelli -. Eppure, nonostante questi numeri, continuiamo ad esportare giovani e talenti! Con numeri che crescono ogni anno. Non possiamo più permettercelo!”

“Parlare di reindustrializzazione, quindi, non è la nostra parola di moda; è decidere se vogliamo giocare in serie A nelle nuove catene del valore; o se ci accontentiamo di palleggiare in Promozione” ha detto il presidente di Confindustria Toscana Centro e Costa Lapo Baroncelli.

La proposta di Confindustria Toscana Centro e Costa
Per invertire la rotta, Confindustria Toscana Centro e Costa lancia una proposta innovativa: “un obiettivo ambizioso e mobilitante potrebbe essere lavorare ad una piattaforma manifatturiera della sicurezza e delle innovazioni tecnologiche dual use – sul modello di un’Industrial Acceleration Area – che metta a sistema non solo le eccellenze e le competenze presenti, ma anche quelle che possono riconvertirsi sfruttando la nostra storica ‘intelligenza industriale’, per consolidare le nostre filiere e renderle più competitive” spiega Baroncelli. E dice: “va dato vita al Distretto dell’Aerospazio”.

L’industria della sicurezza opportunità per il territorio
Tra le leve per la reindustrializzazione indicate dal presidente degli industriali di Firenze, Livorno e massa Carrara c’è anche lo sviluppo della filiera dell’industria della sicurezza: dall’aerospazio alla cybersecurity, dalla fotonica all’intelligenza artificiale. “Mi riferisco a quell’industria della sicurezza – spiega Baroncelli – che si sta configurando come una filiera integrata che combina cybersecurity, tecnologie laser, fotonica e aerospazio, diventando una piattaforma abilitante per resilienza industriale e autonomia strategica”. L’obiettivo è costruire una piattaforma industriale capace di attrarre investimenti, valorizzare talenti e rafforzare l’autonomia tecnologica e produttiva. “Il nostro territorio vanta la presenza di grandi player e di una filiera eccellenze per costruire una meta-piattaforma industriale autonoma e competitiva. La sfida, dunque, non è costruire da zero una filiera, ma accompagnarne la crescita, rafforzarne la capacità produttiva e valorizzarne il potenziale”, aggiunge Baroncelli. “È una straordinaria opportunità di innovazione e di accelerazione tecnologica trasversale, di valorizzazione dei nostri talenti e di occupazione di qualità per i nostri territori”.

Ecco chi erano gli ospiti dell’assemblea
I lavori dell’assemblea degli industriali di Confindustria Toscana Centro e Costa dal titolo “SICUREZZA È SVILUPPO. Il nuovo corso industriale del territorio” che si è tenuta a Firenze al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, si sono aperti con i maestri della Fanfara dei Carabinieri che hanno eseguito l’Inno d’Italia e l’Inno europeo. Seguito poi da un video sui settori di eccellenza industriale di Firenze, Livorno e Massa Carrara, che ha omaggiato la platea con messaggio di commento del Maestro Andrea Bocelli.

L’assemblea ha inoltre visto la partecipazione di voci autorevoli come quella del presidente di Confindustria Emanuele Orsini, del Ministro della Difesa Guido Crosetto – in video collegamento -; di Marta Dassù, senior advisor European affairs dell’Aspen Institut Italia – in video collegamento -; di Marco Buti, professore ordinario dell’Istituto Universitario Europeo; di Nicola Vitiello, rettore della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa; di Francesco Macrì, presidente Leonardo S.p.A.; oltre che del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e della sindaca di Firenze Sara Funaro e al direttore del Sole 24 Ore, Radiocor e Radio 24 Fabio Tamburini.

 Nell’assemblea privata, completata la squadra di vice presidenti
I lavori dell’assemblea pubblica degli industriali di Firenze, Livorno e Massa Carrara sono stati preceduti dall’assemblea privata di Confindustria Toscana Centro e Costa, in cui è stata completata la squadra di governance dell’associazione con l’elezione di Andrea Esposito, vicepresidente con delega alla mobilità e logistica.