Presentate ai candidati alla carica di Sindaco di Figline e Incisa le priorità strategiche per lo sviluppo economico e la sicurezza del territorio. Il documento del presidio territoriale Valdarno Superiore Nord di Confindustria Toscana Centro e Costa si focalizza su infrastrutture, mobilità, difesa del suolo, elementi ritenuti dalle imprese imprescindibili per la competitività”.
Per le imprese dell’area il nodo della viabilità rimane in cima all’agenda.
Dall’imprese dell’area, infatti, giudicato fondamentale l’intervento di manutenzione del Ponte di Matassino. Come necessario un impegno congiunto per il reperimento delle risorse necessarie alla realizzazione del secondo Ponte sull’Arno (Ponte sul Resco). E resta alta l’attenzione sulla Terza Corsia dell’Autostrada A1 (tratto Incisa-Firenze Sud).
Sicurezza Idraulica fra le priorità individuate nel documento del presidio territoriale Valdarno Superiore Nord di Confindustria Toscana Centro e Costa.
Le imprese dell’area chiedono di completare il sistema delle Casse di Espansione. “La protezione del tessuto produttivo e civile dai rischi idraulici un punto non negoziabile, perché le imprese hanno necessità di lavorare e investire in sicurezza”, spiega Bruno Tiesi, coordinatore del presidio territoriale Valdarno Superiore Nord di Confindustria Toscana Centro e Costa.
Infine, per quanto riguarda l’urbanistica e il governo del territorio, nel documento presentato ai candidati alla carica di sindaco, del Comune di Figline e Incisa si chiede di operare affinché gli strumenti urbanistici siano costantemente adeguati alle esigenze di crescita e innovazione delle imprese, mantenendo una visione di area vasta che includa il coordinamento con i comuni limitrofi, come Reggello e Rignano sull’Arno.
“Serve un impegno concreto e un cronoprogramma certo”, spiega il coordinatore del presidio territoriale Valdarno Superiore Nord di Confindustria Toscana Centro e Costa Bruno Tiesi. “Il completamento del sistema delle casse di espansione e lo sblocco dei finanziamenti per le opere viarie non sono più rimandabili per garantire la crescita di un’area vitale come il Valdarno”.
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